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lunedì 9 dicembre 2013

Ancora furti di password.

Ancora furti di password, e ancora siamo in presenza di aziende che non curano adeguatamente la sicurezza dei dati dei propri utenti.

Stavolta ad informarci è SpiderLabs che ci informa di migliaia di credenziali per accedere a Facebook o Google.

SpiderLabs è un ottimo laboratorio di ricerca che fra i suoi studi monitorizza sempre la diffusione del codice della botnet Pony, ed è proprio da questa attività da segugio che hanno scovato un archivio di password e credenziali si parla da circa 2 milioni di identità. complete di tutto sino alle credenziali per i siti a pagamenti, shell e desktop remoti.

I siti più colpiti come ormai è normale che sia sono Facebook, Twitter, Gmail e Yahoo! le prime cinque posizioni della sfortunata classifica sono occupate dai domini collegati a queste quattro proprietà, largamente popolari tra il pubblico.

Come ormai prassi anche la botnet, in questione si installa tramite malware sui PC.

Ove mai ve ne fosse ancora bisogno, SpiderLabs ci informa anche che continuano le brutte abitudini delle persone ed infatti l'analisi dei dati rivela che le password più comuni sono ancora una volta quelle del tipo "123456", o "password", le cosidette password deboli.

Occorre quindi senza troppe filosofie cambiare immediatamente le proprie password.

domenica 3 novembre 2013

ADOBE il danno nascosto è più grave del previsto. Molto più grave

Magra consolazione essere stati tra i primi ad informare gli utenti (almeno quelli che ci seguono) dell'attacco che aveva subito ADOBE. 
Quello che ci colpisce di più è che questa notizie si è cercato di tenerla nascosta senza darle troppo risalto ed invece era proprio come dicevamo noi non erano meno di tre milioni gli utenti che si sono visti rubati le proprie password ma come affermato dalla stessa casa l'attacco ha interessato oltre al codice sorgente oltre 38 MILIONI di utenti. 

Passiamo affermare che in pochi si sono salvati? diremmo proprio di si, anche perchè Adobe ha dovuto dichiarare che oltre alle password sono state prelevate anche i dati compresi quelli, cifrati, relativi alle carte di credito,e un numero imprecisato di dati relativi a utenti registrati a diversi servizi che fornisce la casa.

L'azienda attraverso il suo portavoce ha dichiarato suo malgrado che:
"Ad oggi le nostre indagini hanno confermato che gli attaccanti hanno ottenuto l'accesso agli ID Adobe e alle password cifrate  di circa 38 milioni di utenti attivi" 

Adesso sarebbe opportuno e questo lo può dire solo Adobe se ci sono state azioni malevoli condotte con questi account rubati.

E' importante sapere che a parte i numeri e le dichiarazioni rilasciate dalla casa, che in più di una occasione si sono dimostrati sbagliati e poco oggettivi, il vero numero sembra superare di molto i 100 milioni di utenti scoperti.

Come già detto in un articolo precedente questo attacco è particolarmente grave perchè potrebbe intaccare anche enti e aziende che tutto possono pensare tranne di essere bucati attraverso una trasformazione PDF.


domenica 27 ottobre 2013

Non era un falso positivo. Guerra tra Google e PHP.net

Da subito gli esperti ma e soprattutto ci è cascato anche Rasmus Lerdorf, una guida acclarata nel mondo dell'open source e creatore del linguaggio di programmazione, questi infatti ha affermato subito che il problema non era nel linguaggio ma derivava da Google che nello specifico aveva compiuto un grave errore di rilevazione non riconoscendo un falso positivo.

In questo battibecco ci hanno rimesso solo gli utenti che sono incappati loro malgrado, mai come stavolta loro malgrado, viste le assicurazioni in materia in un virus derivato da un codice JavaScript infetto che installava malware nei computer dei visitatori.

Secondo il lab di Kaspersky  il codice JavaScript infetto veniva copiato nel file userpref.js. quindi al momento dell'accesso, il codice scaricava il malware Tepfer, in questo caso poi la cosa più grave è che il malware in questione su oltre quaranta programmi antivirus veniva individuato solo da cinque. 

A dimostrare che la sicurezza non è un gioco inoltre il fatto che questo attacco potrebbe essere figlio di altri attacchi visto che questo malware pare abbia sfruttato una vulnerabilità di adobe flash, guarda caso il codice soggetto ad attacco con relativo furto di sorgenti nell'arco degli ultimi due mesi.

La comunicazione di PHP.net non si dscosta molto, anzi per niente, dalle frasi dete  e ridette in questi casi infatti si limitano a dire che i server attaccati sono stati due, mentre come al solito per quello che riguarda  agli utenti colpiti sarebbero "una piccola percentuale", come se per preoccuparsi occorressero per forza grandi numeri. 

Intanto dichiarano che i servizi sono stati girati verso nuovi server e l'accesso verrà attuato senza SSL fino all'installazione del nuovo certificato, mentre nei prossimi giorni saranno resettate le password degli utenti colpiti dall'attacco.

venerdì 11 ottobre 2013

Google Google bei servizi ma nessun rispetto delle persone

Google si era difesa adducendo come spiegazione che il suo non è un client di posta ma funge in tutto e per tutto da segretario, per cui come i veri segretari personali consultano e registrano dati al solo fine di essere precisi nel lavoro.

Almeno in America i giudici non se la sono bevuta, continua quindi la verifica per vedere se si il colosso americano non sia passibile di intercettazione illegale

E' infatti ormai acclarato che google preleva i dati del mittente e destinatario delle email.

Stavolta google è seriamente preoccupata per la gestione di questo servizio anche perchè in America fanno sul serio e rischia una bella class action che da quelle parti di solito creano problemi con parecchi zeri, per capirci i miliardi di dollari sborsati per le mancanze sulla privacy sono bruscolini.

Qualcuno potrebbe chiedersi ma le mie mail non sono niente di che che se ne fanno dei miei dati? molto semplice r rastrellano informazioni utili a somministrare pubblicità tagliata su misura.

A prescindere dagli americani questo è furto di dati se avete qualche dubbio sul fattaccio potete fare una cosa molto facile, la classica prova del 9. Aprite un nuovo account di posta con un altro gestore e verificate la corrispondenza dello spam e delle mail pubblicitarie a qualsiasi titolo.

Noi vi diciamo attenzione perchè cosi facendo google preleva vostri dati privati e sensibili tali per cui oltre a violare la privacy mette a serio rischio la vostra identità digitale.

sabato 5 ottobre 2013

Come sospettavamo più grave del previsto

Come sospettavamo più grave del previsto, e purtroppo i clienti sanno solo oggi e tramite i media non tramite la società che i loro dati carte di credito conti correnti intesi sia come numero che come password sono stati violati.

Purtroppo come pensavamo l'atto non è di ieri ma risale addirittura ad agosto e la società e alcuni esperti di sicurezza avevano intuito ed avvisato la casa madre già nella prima metà di settembre.

Ma come potete immaginare e come poi è stato nei fatti la risposta è stata state tranquilli stiamo già lavorando per proteggerci ancora di più.

Ma le protezioni non devono essere stare molto efficienti visto che da subito si sono persi o meglio si sono fatti rubare oltre 40 GB di codice.

Solo oggi l'azienda comincia a rispondere alle domande ed infatti comunica che "L'azienda ha previsto un reset forzato delle password, sta cominciando a mettersi in contatto con gli utenti, sta lavorando con i gestori delle transazioni e con le autorità per garantire la sicurezza dei propri utenti e per assicurare alla giustizia gli autori dell'attacco.

Ma per fortuna con noi ci sono tanti esperti che si stanno muovendo e lanciano messaggi perchè ci sono "Miliardi di computer in tutto il mondo usano software Adobe - ricorda Chester Wisniewski di Sophos - se i cracker riescono a implementare del codice malevolo in aggiornamenti software che hanno l'aspetto di quelli ufficiali potrebbero prendere il controllo di milioni di macchine".

mercoledì 18 settembre 2013

ALPITOUR Telenovella sconcertante e spiacevole ai danni dell'utente.

La società di viaggi italiana invece di contattare i propri clienti e scusarsi, cosa che rappresenterebbe il minimo sindacali della professionalità, ha dichiarato che nessun dato personale dei clienti è stato sottratto, il tutto sarebbe circoscritto alla pagina Facebook dell'azienda.

"Quello che è successo cliccando sui link postati in quei giorni non siamo in grado di dirlo con certezza".

Data questa dichiarazione siamo contenti che Alpitour organizzi viaggi e non sicurezza informatica,per un semplice motivo, vi facciamo infatti notare che dichiarano:
nessun dato sottratto 
ma poi dichiara 
cosa sia successo cliccando sulle foto non lo sappiamo.

Adesso Alpitorur dovrebbe spiegarci come possono dire che i dati sono salvi se non hanno capito cosa è successo?

Il problema è che i siti nascosti nelle foto pubblicate erano contenevano sw malware e codici exploit in grado di sfruttare alcune vulnerabilità dei browsers e che quindi essendo stati inventati per uno scopo preciso sono in grado di installare sul sistema dei malcapitati  (i clienti che si fidavano di Alpitour) software malevoli capaci di sottrarre dati personali, credenziali d'accesso,  numeri di carte di credito numeri di conti correnti e quant'altro detenuto nei dati.






martedì 17 settembre 2013

Attaccata Alpitour

Un altro attacco alla sicurezza informatica dei dati, stavolta è toccato ad Alpitour, violati dati di clienti e i dati degli amministratori del profilo Facebook della società.
Un attacco durato sembra due giorni,  per prelevare dati sensibili di oltre 20 mila clienti registrati che su quel sito prenotavano e pagavano viaggi online.

Il danno si è capito dopo poche ore, visto che per due giorni sono partiti falsi messaggi via Facebook con foto di spiagge mozzafiato che contenevano link a siti «malevoli» in grado potenzialmente di prelevare i dati dei conti bancari.

Fa molto stupore che sia stata bucata la pagina di facebook di Alpitour, violata da pirati informatici in grado di prelevare le chiavi di accesso dei moderatori della pagina per poi postare annunci su viaggi inesistenti con un’unica meta nascondere nelle foto il link a siti in grado di ........... è inutile continuare.

E' la prima volta in Italia, che un attacco sia riuscito a violare il profilo Facebook di una grande azienda, ma a questo punto la domanda sorge spontanea, ed in proposito Alpitour dovrebbe dare una risposta seria, come è possibile che questo gruppo abbia agito essendo in possesso delle credenziali di accesso? e come è possibile che questo attacco sia perdurato per due giorni, cosa facevano gli amministratori della pagina?

La notizia è molto più grave dell'ilarità che può suscitare, perchè qui al di la dei dati privati ci sono oltre 20 mila potenziali clienti a cui sono state carpite password di conti correnti e carte di credito. 
Inutile dire che la società nega che vi sia stato furto di dati dei clienti, ma è anche inutile dire che viene difficile crederci.

Per chi è appassionato di telenovelle inizia adesso lo scarica barile tra Alpitour e Facebook su chi abbia agito in ritardo, La società di viaggi infatti accusa facebook di lentezza nel chiudere la pagina anche dopo che la società del social network era stata avvisata. 
In tanto Alpitour si limita a dire che non vi sono danni mentre forse occorrerebbe avvisare i clienti su come agire adesso per mettere in sicurezza i propri dati, e qualche consiglio se pur minimo lo diamo noi:
cambiare le password di accesso ai siti
cambiare dove possibile le password del conto bancario
Contattare la banca e l'istituto detentore della carta di credito (occorre anche raccomandata con ricevuta di ritorno) per avvisare di non pagare spese che non abbiano una certezza nell'operazione.

Noi comunque vi terremo informati

giovedì 8 agosto 2013

A prescindere dalla privacy un grande baco per google.

A tutti capita digitando la password su un computer che il sistema chieda

"vuoi salvare la passord"

il nostro consiglio da sempre è rispondere assolutamente No, MAI, Nemmeno per sogno..........

Ecco il problema. Provate a digitare nella barra degli url questo comando

chrome://settings/passwords

e come d'incanto il sistema vi visualizzare tutte le password che avete salvato rispondendo alla domanda di prima e comunque tutti i siti sui quali vi siete collegati attraverso una password.

Quello che ci preoccupa è la risposta del colosso Google che con aria saccente in sostanza replica che loro non sono responsabili se qualcuno riesce ad intervenire sul vostro computer.

A noi la risposta sembra fuori luogo anche perchè altri browser il problema se lo sono posti e lo hanno risolto.

Ormai è chiaro che qui il problema non è la privacy in senso stretto ma addirittura l'affidabilità, non ci vuole assolutamente nulla ad impossessarsi della tastiera di un computer e prelevare le password, ma la sicurezza non alberga in casa Google.