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domenica 27 ottobre 2013

Non era un falso positivo. Guerra tra Google e PHP.net

Da subito gli esperti ma e soprattutto ci è cascato anche Rasmus Lerdorf, una guida acclarata nel mondo dell'open source e creatore del linguaggio di programmazione, questi infatti ha affermato subito che il problema non era nel linguaggio ma derivava da Google che nello specifico aveva compiuto un grave errore di rilevazione non riconoscendo un falso positivo.

In questo battibecco ci hanno rimesso solo gli utenti che sono incappati loro malgrado, mai come stavolta loro malgrado, viste le assicurazioni in materia in un virus derivato da un codice JavaScript infetto che installava malware nei computer dei visitatori.

Secondo il lab di Kaspersky  il codice JavaScript infetto veniva copiato nel file userpref.js. quindi al momento dell'accesso, il codice scaricava il malware Tepfer, in questo caso poi la cosa più grave è che il malware in questione su oltre quaranta programmi antivirus veniva individuato solo da cinque. 

A dimostrare che la sicurezza non è un gioco inoltre il fatto che questo attacco potrebbe essere figlio di altri attacchi visto che questo malware pare abbia sfruttato una vulnerabilità di adobe flash, guarda caso il codice soggetto ad attacco con relativo furto di sorgenti nell'arco degli ultimi due mesi.

La comunicazione di PHP.net non si dscosta molto, anzi per niente, dalle frasi dete  e ridette in questi casi infatti si limitano a dire che i server attaccati sono stati due, mentre come al solito per quello che riguarda  agli utenti colpiti sarebbero "una piccola percentuale", come se per preoccuparsi occorressero per forza grandi numeri. 

Intanto dichiarano che i servizi sono stati girati verso nuovi server e l'accesso verrà attuato senza SSL fino all'installazione del nuovo certificato, mentre nei prossimi giorni saranno resettate le password degli utenti colpiti dall'attacco.

lunedì 14 ottobre 2013

Facebook e Google sferrano l'attacco facciamo un pò di chiarezza

Negli ultimi due mesi su facebook si aggira un "virus buono" che ha visto il moltiplicarsi dei post relativi alla privacy della propria immagine dei propri contenuti e delle proprio foto, è forse il caso di fare un pò di chiarezza in tal senso e cercare di convincerci che la propria privacy su facebook va si difesa, gestita e garantita, ma tutto ciò avviene prima di tutto cercando di scrivere, postare e condividere immagini delle quali poi nessuno abbia nuocere, perchè una volta postato qualcosa con qualsiasi tipo di privacy e filtro impostato questo è ormai in rete.

Un post con o senza immagini, con o senza frasi che contenga o meno un link, cosi come l'utente stesso rimarrà visibile nella ricerca da tutti, a meno di non aver effettivamente bloccato alcuni utenti da cui rimarrà nascosto. 

Mentre aspettiamo che facebook, fra qualche giorno, effettui le modifiche alla privacy sui nostri profili, Google va un passo avanti perché è seriamente intenzionata a vendere i commenti dei suoi utenti agli inserzionisti per aiutarli ad aumentare l'interesse attorno ai prodotti da questi pubblicizzati.

Quindi Grande G si prepara per il prossimo 11 novembre a modificare la gestione della privacy, rendendo possibile a terzi di usare il nostro nome, cognome, foto, scritti e post, insomma un primo passo verso il furto d'identità digitale in piena regola.

Ma almeno Grande G si è passato una mano sulla coscienza (sarebbe meglio dire sul portafoglio) e dichiara che permetterà agli utenti dei vari servizi di scegliere se cedere le proprie informazioni per fini pubblicitari o meno, ma qui la domanda sorge spontanea come farà? Gli utenti si accorgeranno che se non rispondono in modo negativo Grande G userà i dati e ...... Dobbiamo però almeno sperare che sia vero che non userà i dati dei minori di 18 anni.

Ma vediamo adesso invece nello specifico cosa e come cambia la nostra privacy. Facebook adesso provvederà alla a rimozione della funzionalità chi può leggere la tua timeline, non sostituendola con un controllo di privacy globale.  E quindi l'utente a meno di non aver bloccato delle persone da cui rimarrà non visibile sarà sempre e comunque rintracciabile nella ricerca da chiunque. Con questa nuova regola succede che tutto ciò che noi impostavamo per la nostra privacy a livello generale adesso sarà gestito nei singoli post. 

Qualcuno potrebbe obiettare " va beh basta saperlo e riesco comunque a proteggere i miei dati" si però attento perchè  creando falsi account, ed in facebook con le dovute proporzioni vi sono più falsi account del previsto, chiunque può  visualizzare i profili anche se un account "ufficiale" è stato bloccato.


venerdì 11 ottobre 2013

Google Google bei servizi ma nessun rispetto delle persone

Google si era difesa adducendo come spiegazione che il suo non è un client di posta ma funge in tutto e per tutto da segretario, per cui come i veri segretari personali consultano e registrano dati al solo fine di essere precisi nel lavoro.

Almeno in America i giudici non se la sono bevuta, continua quindi la verifica per vedere se si il colosso americano non sia passibile di intercettazione illegale

E' infatti ormai acclarato che google preleva i dati del mittente e destinatario delle email.

Stavolta google è seriamente preoccupata per la gestione di questo servizio anche perchè in America fanno sul serio e rischia una bella class action che da quelle parti di solito creano problemi con parecchi zeri, per capirci i miliardi di dollari sborsati per le mancanze sulla privacy sono bruscolini.

Qualcuno potrebbe chiedersi ma le mie mail non sono niente di che che se ne fanno dei miei dati? molto semplice r rastrellano informazioni utili a somministrare pubblicità tagliata su misura.

A prescindere dagli americani questo è furto di dati se avete qualche dubbio sul fattaccio potete fare una cosa molto facile, la classica prova del 9. Aprite un nuovo account di posta con un altro gestore e verificate la corrispondenza dello spam e delle mail pubblicitarie a qualsiasi titolo.

Noi vi diciamo attenzione perchè cosi facendo google preleva vostri dati privati e sensibili tali per cui oltre a violare la privacy mette a serio rischio la vostra identità digitale.

martedì 8 ottobre 2013

Comune Lombardo. Interviene il Garante, Troppi dati personali e sensibili.

Uno dei primi concetti sulla privacy è quello di salvare solo i dati necessari e di non ricercare dati di cui non v è bisogno.

Il Garante della Privacy è dovuto intervenire ai danni di un Comune Lombardo perchè i dati richiesti eccedevano in maniera macroscopica l'utilizzo per i quali venivano raccolti. 

Infatti per l'ammissione ad un asilo nido il comune pensava bene di chiedere anche vita morte e miracoli dei nonni dei bambini, fino a spingersi a domande del tipo: i nonni sono stranieri? sono invalidi? Se lavoravano e quale era lo stato di salute.

Direi a prescindere che non ci voleva certo il Garante per stabilire che questi dati non andavano chiesti, per fortuna alcuni genitori sono intervenuti.

Se io fossi il Garante chiederei la spiegazione di questa raccolta di dati per capire quanta incompetenza, se di incompetenza si tratta c'è in questa azione.

Naturalmente il garante ha disposto illecita la raccolta di queste informazioni, spesso anche sensibili, ed è intervenuto presso l'autorità comunale vietando di raccoglierle in futuro, specificando che il comune si deve attenere alla raccolta delle sole informazioni necessarie alla verifica dei criteri di iscrizione previsti dal Regolamento comunale. 

Naturalmente il Comune deve immediatamente provvedere alla cancellazione dei dati raccolti fuori dalle regole.

Si tenga nella giusta considerazione che qui non c'è solo un problema di privacy, ma anche un problema nella gestione delle graduatorie, e si perchè se le notizie sui parenti non sono presi in considerazione per stilare le graduatorie, non è chiaro a che fine questi dati venivano richiesti.


sabato 5 ottobre 2013

Come sospettavamo più grave del previsto

Come sospettavamo più grave del previsto, e purtroppo i clienti sanno solo oggi e tramite i media non tramite la società che i loro dati carte di credito conti correnti intesi sia come numero che come password sono stati violati.

Purtroppo come pensavamo l'atto non è di ieri ma risale addirittura ad agosto e la società e alcuni esperti di sicurezza avevano intuito ed avvisato la casa madre già nella prima metà di settembre.

Ma come potete immaginare e come poi è stato nei fatti la risposta è stata state tranquilli stiamo già lavorando per proteggerci ancora di più.

Ma le protezioni non devono essere stare molto efficienti visto che da subito si sono persi o meglio si sono fatti rubare oltre 40 GB di codice.

Solo oggi l'azienda comincia a rispondere alle domande ed infatti comunica che "L'azienda ha previsto un reset forzato delle password, sta cominciando a mettersi in contatto con gli utenti, sta lavorando con i gestori delle transazioni e con le autorità per garantire la sicurezza dei propri utenti e per assicurare alla giustizia gli autori dell'attacco.

Ma per fortuna con noi ci sono tanti esperti che si stanno muovendo e lanciano messaggi perchè ci sono "Miliardi di computer in tutto il mondo usano software Adobe - ricorda Chester Wisniewski di Sophos - se i cracker riescono a implementare del codice malevolo in aggiornamenti software che hanno l'aspetto di quelli ufficiali potrebbero prendere il controllo di milioni di macchine".

lunedì 23 settembre 2013

Seminari gratuiti ed interessanti

Ciao a tutti, vi  segnaliamo due seminari gratuiti ed interessanti che rilasciano l'attestato di partecipazione, e soprattutto che vogliono spiegare alcuni nuovi scenari ormai diventati realtà sia per le aziende sia per gli enti pubblici.

Creazione, gestione e conservazione dei documenti digitali. 
Organizzato dall'associazione Psico giuridico e dall'associazione  ANDIP
Napoli Piazza Cavour, 19 
Mercoledì 25 Settembre p.v. ore 15.00 -19.00
è richiesta l'iscrizione tramite modulo 


Il seminario è finalizzato a:
- Acquisire la conoscenza della disciplina delle firme elettroniche e del documento informatico. 
- Comprendere il valore probatorio dei documenti firmati elettronicamente, così da promuovere una consapevole applicazione della normativa e migliorare la comprensione delle regole tecniche previste dal legislatore. 
- Acquisire consapevolezza giuridica e tecnica sui processi di trasmissione e conservazione dei documenti informatici. 
- Comprendere l’impatto delle norme sull'implementazione dei processi. 
- Correggere, attraverso l’esposizione diretta di regole comportamentali, prassi non conformi alla normativa.

La protezione dei dati personali
Organizzato dall'associazione Psico giuridico e dall'associazione  ANDIP
Napoli Piazza Cavour, 19 
Sabato 28 Settembre p.v. ore 09.00 -13.00
è richiesta l'iscrizione tramite modulo 

Destinatari e Obiettivi del corso:
Il seminario è rivolto a liberi professionisti, ai responsabili di aziende ed enti, ai Funzionari/Dirigenti scolastici, sanitari, bancari e assicurativi che intendono sviluppare la conoscenza verso gli obblighi di legge (se previsti e quando previsti) derivanti dalla tutela dei dati personali e dal loro utilizzo nella gestione aziendale.
Il seminario è finalizzato ad accrescere la cultura e la visione della sicurezza al fine di garantire un livello di tutela commisurato all’importanza dei servizi e dei dati utilizzati e conoscere come cambia la privacy rispetto all’ingresso del nuovo regolamento europeo in materia con attenzione alle nuove figure e tecnologie previste, come:
- Data Privacy Officer - Nuova figura obbligatoria prevista dal regolamento;
- Data Impact Analysis – Nuova tecnologia di identificazione dei dati sensibili che impatta anche sugli acquisti software;
- Diritto All’oblio e contrapposizione con il diritto alla trasparenza.