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lunedì 9 dicembre 2013

Ancora furti di password.

Ancora furti di password, e ancora siamo in presenza di aziende che non curano adeguatamente la sicurezza dei dati dei propri utenti.

Stavolta ad informarci è SpiderLabs che ci informa di migliaia di credenziali per accedere a Facebook o Google.

SpiderLabs è un ottimo laboratorio di ricerca che fra i suoi studi monitorizza sempre la diffusione del codice della botnet Pony, ed è proprio da questa attività da segugio che hanno scovato un archivio di password e credenziali si parla da circa 2 milioni di identità. complete di tutto sino alle credenziali per i siti a pagamenti, shell e desktop remoti.

I siti più colpiti come ormai è normale che sia sono Facebook, Twitter, Gmail e Yahoo! le prime cinque posizioni della sfortunata classifica sono occupate dai domini collegati a queste quattro proprietà, largamente popolari tra il pubblico.

Come ormai prassi anche la botnet, in questione si installa tramite malware sui PC.

Ove mai ve ne fosse ancora bisogno, SpiderLabs ci informa anche che continuano le brutte abitudini delle persone ed infatti l'analisi dei dati rivela che le password più comuni sono ancora una volta quelle del tipo "123456", o "password", le cosidette password deboli.

Occorre quindi senza troppe filosofie cambiare immediatamente le proprie password.

lunedì 25 novembre 2013

Metodologia è sicurezza.

Era stata segnalata ed è stata pubblicata, la piccola guida sulla sicurezza informatica per tutti tecnici e non, vi sono un bel po' di regole molto semplici ma che più di un rapporto sulla sicurezza ha identificato come non rispettate.

Mettere in pratica alcune semplici regole può migliorare la sicurezza del computer e la vostra privacy fino ad un 50 % in più

I commenti sono graditi cosi da migliorare la prossima edizione.

Una guida metodologica leggibile e non solo per i tecnici.

http://www.alfredovisconti.it/index.php/pubblicati/gli-articoli/109-sicurezza-informatica

giovedì 17 ottobre 2013

Creare una falsa identità ora è reato. Ma i social network hanno bisogno di una netiquette.

Creare un falso account, è di moda dire fake, con dati di altre persone adesso è reato. 

Esistono ormai dei censimenti attendibili che dimostrano che un profilo su tre è fasullo o quanto meno non è reale. Dopo il boom dei social network gli utenti hanno deciso in molti casi gioco forza, di tornare all'anonimato proprio per proteggere le discussioni, le foto, la voglia di condividere con gli altri.

Insieme ai falsi profili il cui intento è chiaro sta prendendo piede in modo consistente il furto d'identità cioè quegli account che ricreano con nomi, cognomi, foto e dati veri profili.

Oggi in molti diciamo finalmente, creare ed aprire un fake su un social network può comportare una condanna per sostituzione di persona  e conseguenti risarcimenti del danno: ci può essere anche l’aggravante nel caso di stalking, e soprattutto non occorre che ad essere falso sia l'account di un personaggio famoso, la legge è uguale per tutti.

Poco importa che questi falsi non sempre abbiano intenti pericolosi, ma che spesso nascano anche solo per interventi scherzosi, a prescindere dall'intento questa attività è reato. 

Ma soprattutto il reato è procedibile d’ufficio, quindi anche in assenza di denuncia da parte dell'offeso si può indagare e punire il colpevole. Naturalmente i rischi e la pena si aggravano a seconda dell'uso che si fa della falsa identità ad esempio se si usano frasi offensive si corre il rischi di essere condannati anche per diffamazione. 

Ma lasciando alla giurisprudenza la parte sulla sanzione e sul reato, è forse il caso di cominciare a parlare di netiquette sui social e nelle conversazioni che si creano.

Se le persone come detto prima, tornano all'anonimato è evidente che si è perso il senso della misura nel commentare i post degli altri. 

Occorre assolutamente far capire agli utenti dei social network che essere registrati e comunicare tramite facebook, twitter, msn o quello che sia, non autorizza a rispondere in modo inadeguato.

E' si oggi in tanti pensano che se non vuoi essere disturbato non ti iscrivi se sei li sei pubblico.


lunedì 14 ottobre 2013

Facebook e Google sferrano l'attacco facciamo un pò di chiarezza

Negli ultimi due mesi su facebook si aggira un "virus buono" che ha visto il moltiplicarsi dei post relativi alla privacy della propria immagine dei propri contenuti e delle proprio foto, è forse il caso di fare un pò di chiarezza in tal senso e cercare di convincerci che la propria privacy su facebook va si difesa, gestita e garantita, ma tutto ciò avviene prima di tutto cercando di scrivere, postare e condividere immagini delle quali poi nessuno abbia nuocere, perchè una volta postato qualcosa con qualsiasi tipo di privacy e filtro impostato questo è ormai in rete.

Un post con o senza immagini, con o senza frasi che contenga o meno un link, cosi come l'utente stesso rimarrà visibile nella ricerca da tutti, a meno di non aver effettivamente bloccato alcuni utenti da cui rimarrà nascosto. 

Mentre aspettiamo che facebook, fra qualche giorno, effettui le modifiche alla privacy sui nostri profili, Google va un passo avanti perché è seriamente intenzionata a vendere i commenti dei suoi utenti agli inserzionisti per aiutarli ad aumentare l'interesse attorno ai prodotti da questi pubblicizzati.

Quindi Grande G si prepara per il prossimo 11 novembre a modificare la gestione della privacy, rendendo possibile a terzi di usare il nostro nome, cognome, foto, scritti e post, insomma un primo passo verso il furto d'identità digitale in piena regola.

Ma almeno Grande G si è passato una mano sulla coscienza (sarebbe meglio dire sul portafoglio) e dichiara che permetterà agli utenti dei vari servizi di scegliere se cedere le proprie informazioni per fini pubblicitari o meno, ma qui la domanda sorge spontanea come farà? Gli utenti si accorgeranno che se non rispondono in modo negativo Grande G userà i dati e ...... Dobbiamo però almeno sperare che sia vero che non userà i dati dei minori di 18 anni.

Ma vediamo adesso invece nello specifico cosa e come cambia la nostra privacy. Facebook adesso provvederà alla a rimozione della funzionalità chi può leggere la tua timeline, non sostituendola con un controllo di privacy globale.  E quindi l'utente a meno di non aver bloccato delle persone da cui rimarrà non visibile sarà sempre e comunque rintracciabile nella ricerca da chiunque. Con questa nuova regola succede che tutto ciò che noi impostavamo per la nostra privacy a livello generale adesso sarà gestito nei singoli post. 

Qualcuno potrebbe obiettare " va beh basta saperlo e riesco comunque a proteggere i miei dati" si però attento perchè  creando falsi account, ed in facebook con le dovute proporzioni vi sono più falsi account del previsto, chiunque può  visualizzare i profili anche se un account "ufficiale" è stato bloccato.