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venerdì 3 gennaio 2014

E-waste

A dimostrazione che anche il settore di riferimento arriva sui vari target con ritardo, o meglio arriva quando l'argomento comincia a far crescere la richiesta e quindi l'economia che vi gira intorno da qualche giorno anche i giornali di specializzati parlano di E-Waste, argomento sul quale dibattiamo scriviamo e diamo consigli da quasi due anni.

http://punto-informatico.it/3964425/PI/News/e-waste-tempo-intervenire.aspx

A questo link un interessante articolo sul argomento.

La spazzatura informatica è un problema sicuramente ecologico ma rappresenta anche uno tra i primi anelli deboli della catena della sicurezza informatica.

al link che segue un articolo nostro sull'argomento già pubblicati quasi due anni fa sul sito dei consulenti ICT
http://www.alfredovisconti.it/index.php/en/pubblicati/gli-articoli/107-nuove-tecnologie/216-e-waste

buona lettura

lunedì 25 novembre 2013

Metodologia è sicurezza.

Era stata segnalata ed è stata pubblicata, la piccola guida sulla sicurezza informatica per tutti tecnici e non, vi sono un bel po' di regole molto semplici ma che più di un rapporto sulla sicurezza ha identificato come non rispettate.

Mettere in pratica alcune semplici regole può migliorare la sicurezza del computer e la vostra privacy fino ad un 50 % in più

I commenti sono graditi cosi da migliorare la prossima edizione.

Una guida metodologica leggibile e non solo per i tecnici.

http://www.alfredovisconti.it/index.php/pubblicati/gli-articoli/109-sicurezza-informatica

lunedì 7 ottobre 2013

Le prime ammissioni di ADOBE.

Adesso viene da chiedersi, il problema è più serio del previsto o questa è una azione di marketing tardiva e necessaria?

In tutti e due i casi abbiamo molta paura, anche perchè secondo noi al fatto che questo attacco sia gravissimo si aggiunge un'azione di marketing di basso livello che doveva essere fatto due mesi fa al momento dell'attacco e non oggi.

Leggiamo insieme la mail che Adobe sta mandando ai suoi clienti, in grassetto trovate il testo della mail nel carattere normale e puntato il nostro dubbio

Oggetto: informazioni importanti sul ripristino della password

  • Da notare che nell'oggetto non c'è nessun riferimento all'attacco, si vuole far passare quest richiesta come una normale attività di sicurezza, cosa che non è visto che chiedono il cambio password.
Di recente abbiamo rilevato che un aggressore si è introdotto illegalmente nella nostra rete e potrebbe aver ottenuto l'accesso al suo ID Adobe e alla sua password codificata. Attualmente non abbiamo riscontrato cenni di attività non autorizzate sul suo account.
  • Avrebbero notato che qualcuno si è introdotto illegalmente, ma come fanno a sapere se ci sono attività non autorizzate su un determinato account? Io stesso a settembre ho fatto delle operazioni con Adobe attraverso il mio account, come fanno a sapere che sono stato io e non altri. 
Per impedire l'accesso non autorizzato al suo account abbiamo ripristinato la sua password e la preghiamo di visitare il sito www.adobe.com/go/passwordreset_it per crearne una nuova. Le consigliamo anche di modificare la password personale su tutti i siti web in cui usa nome utente o password analoghi. Inoltre, la invitiamo a prestare attenzione a messaggi e-mail sospetti o scam telefonici in cui vengono richieste informazioni personali.
  • I dubbi sulla potenza dell'attacco ci vene proprio dalla seconda parte di questo testo. Infatti ci consigliano di cambiare la password anche su siti a loro non conosciuti dove siamo registrati. Inoltre siamo noi che dobbiamo prestare attenzione alle mail o alle telefonate che arrivano a loro nome, non era meglio se avessero comunicato che per un lasso di tempo la società non inviava comunicazioni ma erano valide solo le dichiarazioni postate sul loro sito. 
Deploriamo profondamente gli eventuali disagi causati. Apprezziamo la fiducia dei nostri clienti e continueremo a lavorare assiduamente per impedire questo genere di eventi in futuro. In caso di domande, può reperire ulteriori informazioni nella pagina dedicata agli avvisi ai clienti, disponibile qui.
  • Su quest'ultima frase non ci esprimiamo perchè queste righe e questa chiusura ci fanno solo capire che in Adobe non si sono nemmeno preoccupati di far tradurre il messaggio arrivato dalla casa madre con attenzione.

venerdì 20 settembre 2013

Nuova release firefox: Poche novità funzionali, tanta sicurezza e guerra a Java.

Registriamo un rallentamento sula release di firefox per windows 8, ed intanto ci prendiamo questo aggiornamento con il quale il browser Firefox arriva alla release numero 24.

Su questo aggiornamento registriamo che tanto è stato dedicato alla sicurezza e, cosa molto importante visto i movimenti di mercato degli ultimi anni, sono stati aggiornati i supporti relativi ai nuovi protocolli sui gadget mobile basati su sistema operativo Google Android.

Segnaliamo che in questa direzione è stata aggiornata anche la versione mobile di Firefox 24, dove segnaliamo con piacere una nuova modalità di lettura notturna, un nuovo elemento per condividere contenuti online, il supporto alla condivisione su NFC che sta prendendo sempre più piede, al protocollo WebRTC.

In questa nuova versione sono stati anche inseriti 17 fix per altrettanti bug, censiti dal browser con diversi livelli di pericolosità che vanno da Critico a Moderato.

Arrivando invece a voler vedere ad occhio le nuove modifiche vi segnaliamo una nuova opzione nel menu delle schede per chiudere tutte le tab presenti alla destra di quella selezionata


Insomma tanta sicurezza e questo ci fa piacere unità a qualche bella e necessaria funzionalità, insomma un upgrade da scaricare ed installare.

giovedì 19 settembre 2013

0-day Microsoft sulle spine insieme agli utilizzatori del browser

Nel report security advisory 2887505 Microsoft ha ufficializzato la notizia relativa ad una pericolosa vulnerabilità in "tutte le versioni supportate" di Internet Explorer, un baco molto pericoloso perchè potrebbe portare all'esecuzione di codice da remoto, e da qui è facile immaginare le conseguenze.

Prendendo la definizione da wikipedia "In informatica si definisce 0-day qualsiasi vulnerabilità non nota e, per estensione, indica un tipo di attacco informatico che inizia nel "giorno zero", cioè nel momento in cui viene scoperta una falla di sicurezza in un sistema informatico. Questo tipo di attacco può mietere molte vittime proprio perché è lanciato quando ancora non è stata distribuita alcuna patch, e quindi i sistemi non sono ancora protetti.

Normalmente si parla di 0-day (o zero-day) riferendosi ad essi come attività espressamente dolose compiute da cracker che si adoperano per trovarle proprio con l'intenzione di guadagnarsi un accesso abusivo ad un sistema informatico vulnerabile."

E purtroppo icrosoft ha classificato questo attacco con una 0-Day la cui azione è ancor più forte per chi usa internet explorer 8 o 9.

Intanto Microsoft che dichiara che sta ancora lavorando alla rimozione definitiva del baco ha rilasciato una patch provvisoria. In sostanza il baco e quindi i suoi danni si attivano nel momento in cui si cerca di accedere ad oggetti in memoria che invece sono stati cancellati, é in questo preciso momento infatti che senza volerlo si può dare origine ad una corruzione di memoria attraverso la quale viene eseguito il software malevolo sulla macchina.


mercoledì 18 settembre 2013

ALPITOUR Telenovella sconcertante e spiacevole ai danni dell'utente.

La società di viaggi italiana invece di contattare i propri clienti e scusarsi, cosa che rappresenterebbe il minimo sindacali della professionalità, ha dichiarato che nessun dato personale dei clienti è stato sottratto, il tutto sarebbe circoscritto alla pagina Facebook dell'azienda.

"Quello che è successo cliccando sui link postati in quei giorni non siamo in grado di dirlo con certezza".

Data questa dichiarazione siamo contenti che Alpitour organizzi viaggi e non sicurezza informatica,per un semplice motivo, vi facciamo infatti notare che dichiarano:
nessun dato sottratto 
ma poi dichiara 
cosa sia successo cliccando sulle foto non lo sappiamo.

Adesso Alpitorur dovrebbe spiegarci come possono dire che i dati sono salvi se non hanno capito cosa è successo?

Il problema è che i siti nascosti nelle foto pubblicate erano contenevano sw malware e codici exploit in grado di sfruttare alcune vulnerabilità dei browsers e che quindi essendo stati inventati per uno scopo preciso sono in grado di installare sul sistema dei malcapitati  (i clienti che si fidavano di Alpitour) software malevoli capaci di sottrarre dati personali, credenziali d'accesso,  numeri di carte di credito numeri di conti correnti e quant'altro detenuto nei dati.






martedì 17 settembre 2013

Attaccata Alpitour

Un altro attacco alla sicurezza informatica dei dati, stavolta è toccato ad Alpitour, violati dati di clienti e i dati degli amministratori del profilo Facebook della società.
Un attacco durato sembra due giorni,  per prelevare dati sensibili di oltre 20 mila clienti registrati che su quel sito prenotavano e pagavano viaggi online.

Il danno si è capito dopo poche ore, visto che per due giorni sono partiti falsi messaggi via Facebook con foto di spiagge mozzafiato che contenevano link a siti «malevoli» in grado potenzialmente di prelevare i dati dei conti bancari.

Fa molto stupore che sia stata bucata la pagina di facebook di Alpitour, violata da pirati informatici in grado di prelevare le chiavi di accesso dei moderatori della pagina per poi postare annunci su viaggi inesistenti con un’unica meta nascondere nelle foto il link a siti in grado di ........... è inutile continuare.

E' la prima volta in Italia, che un attacco sia riuscito a violare il profilo Facebook di una grande azienda, ma a questo punto la domanda sorge spontanea, ed in proposito Alpitour dovrebbe dare una risposta seria, come è possibile che questo gruppo abbia agito essendo in possesso delle credenziali di accesso? e come è possibile che questo attacco sia perdurato per due giorni, cosa facevano gli amministratori della pagina?

La notizia è molto più grave dell'ilarità che può suscitare, perchè qui al di la dei dati privati ci sono oltre 20 mila potenziali clienti a cui sono state carpite password di conti correnti e carte di credito. 
Inutile dire che la società nega che vi sia stato furto di dati dei clienti, ma è anche inutile dire che viene difficile crederci.

Per chi è appassionato di telenovelle inizia adesso lo scarica barile tra Alpitour e Facebook su chi abbia agito in ritardo, La società di viaggi infatti accusa facebook di lentezza nel chiudere la pagina anche dopo che la società del social network era stata avvisata. 
In tanto Alpitour si limita a dire che non vi sono danni mentre forse occorrerebbe avvisare i clienti su come agire adesso per mettere in sicurezza i propri dati, e qualche consiglio se pur minimo lo diamo noi:
cambiare le password di accesso ai siti
cambiare dove possibile le password del conto bancario
Contattare la banca e l'istituto detentore della carta di credito (occorre anche raccomandata con ricevuta di ritorno) per avvisare di non pagare spese che non abbiano una certezza nell'operazione.

Noi comunque vi terremo informati

giovedì 8 agosto 2013

A prescindere dalla privacy un grande baco per google.

A tutti capita digitando la password su un computer che il sistema chieda

"vuoi salvare la passord"

il nostro consiglio da sempre è rispondere assolutamente No, MAI, Nemmeno per sogno..........

Ecco il problema. Provate a digitare nella barra degli url questo comando

chrome://settings/passwords

e come d'incanto il sistema vi visualizzare tutte le password che avete salvato rispondendo alla domanda di prima e comunque tutti i siti sui quali vi siete collegati attraverso una password.

Quello che ci preoccupa è la risposta del colosso Google che con aria saccente in sostanza replica che loro non sono responsabili se qualcuno riesce ad intervenire sul vostro computer.

A noi la risposta sembra fuori luogo anche perchè altri browser il problema se lo sono posti e lo hanno risolto.

Ormai è chiaro che qui il problema non è la privacy in senso stretto ma addirittura l'affidabilità, non ci vuole assolutamente nulla ad impossessarsi della tastiera di un computer e prelevare le password, ma la sicurezza non alberga in casa Google.