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venerdì 14 marzo 2014

Privacy e rapporti con gli USA


Probabilmente sull'onda, ormai passata, del Datagate ma l'europa comincia a gestire la privacy dei propri cittadini nei confronti dei colossi USA

Più che un articolo un piccolo resoconto da approfondire sulle decisioni prese, lo trovate sul sito del'associazione nazionale difesa della privacy.
http://www.andip.it/index.php/34-articoli-dal-web/60-parlamento-europeo-e-rapporti-con-gli-usa

lunedì 14 ottobre 2013

Facebook e Google sferrano l'attacco facciamo un pò di chiarezza

Negli ultimi due mesi su facebook si aggira un "virus buono" che ha visto il moltiplicarsi dei post relativi alla privacy della propria immagine dei propri contenuti e delle proprio foto, è forse il caso di fare un pò di chiarezza in tal senso e cercare di convincerci che la propria privacy su facebook va si difesa, gestita e garantita, ma tutto ciò avviene prima di tutto cercando di scrivere, postare e condividere immagini delle quali poi nessuno abbia nuocere, perchè una volta postato qualcosa con qualsiasi tipo di privacy e filtro impostato questo è ormai in rete.

Un post con o senza immagini, con o senza frasi che contenga o meno un link, cosi come l'utente stesso rimarrà visibile nella ricerca da tutti, a meno di non aver effettivamente bloccato alcuni utenti da cui rimarrà nascosto. 

Mentre aspettiamo che facebook, fra qualche giorno, effettui le modifiche alla privacy sui nostri profili, Google va un passo avanti perché è seriamente intenzionata a vendere i commenti dei suoi utenti agli inserzionisti per aiutarli ad aumentare l'interesse attorno ai prodotti da questi pubblicizzati.

Quindi Grande G si prepara per il prossimo 11 novembre a modificare la gestione della privacy, rendendo possibile a terzi di usare il nostro nome, cognome, foto, scritti e post, insomma un primo passo verso il furto d'identità digitale in piena regola.

Ma almeno Grande G si è passato una mano sulla coscienza (sarebbe meglio dire sul portafoglio) e dichiara che permetterà agli utenti dei vari servizi di scegliere se cedere le proprie informazioni per fini pubblicitari o meno, ma qui la domanda sorge spontanea come farà? Gli utenti si accorgeranno che se non rispondono in modo negativo Grande G userà i dati e ...... Dobbiamo però almeno sperare che sia vero che non userà i dati dei minori di 18 anni.

Ma vediamo adesso invece nello specifico cosa e come cambia la nostra privacy. Facebook adesso provvederà alla a rimozione della funzionalità chi può leggere la tua timeline, non sostituendola con un controllo di privacy globale.  E quindi l'utente a meno di non aver bloccato delle persone da cui rimarrà non visibile sarà sempre e comunque rintracciabile nella ricerca da chiunque. Con questa nuova regola succede che tutto ciò che noi impostavamo per la nostra privacy a livello generale adesso sarà gestito nei singoli post. 

Qualcuno potrebbe obiettare " va beh basta saperlo e riesco comunque a proteggere i miei dati" si però attento perchè  creando falsi account, ed in facebook con le dovute proporzioni vi sono più falsi account del previsto, chiunque può  visualizzare i profili anche se un account "ufficiale" è stato bloccato.


venerdì 11 ottobre 2013

Google Google bei servizi ma nessun rispetto delle persone

Google si era difesa adducendo come spiegazione che il suo non è un client di posta ma funge in tutto e per tutto da segretario, per cui come i veri segretari personali consultano e registrano dati al solo fine di essere precisi nel lavoro.

Almeno in America i giudici non se la sono bevuta, continua quindi la verifica per vedere se si il colosso americano non sia passibile di intercettazione illegale

E' infatti ormai acclarato che google preleva i dati del mittente e destinatario delle email.

Stavolta google è seriamente preoccupata per la gestione di questo servizio anche perchè in America fanno sul serio e rischia una bella class action che da quelle parti di solito creano problemi con parecchi zeri, per capirci i miliardi di dollari sborsati per le mancanze sulla privacy sono bruscolini.

Qualcuno potrebbe chiedersi ma le mie mail non sono niente di che che se ne fanno dei miei dati? molto semplice r rastrellano informazioni utili a somministrare pubblicità tagliata su misura.

A prescindere dagli americani questo è furto di dati se avete qualche dubbio sul fattaccio potete fare una cosa molto facile, la classica prova del 9. Aprite un nuovo account di posta con un altro gestore e verificate la corrispondenza dello spam e delle mail pubblicitarie a qualsiasi titolo.

Noi vi diciamo attenzione perchè cosi facendo google preleva vostri dati privati e sensibili tali per cui oltre a violare la privacy mette a serio rischio la vostra identità digitale.

martedì 8 ottobre 2013

Comune Lombardo. Interviene il Garante, Troppi dati personali e sensibili.

Uno dei primi concetti sulla privacy è quello di salvare solo i dati necessari e di non ricercare dati di cui non v è bisogno.

Il Garante della Privacy è dovuto intervenire ai danni di un Comune Lombardo perchè i dati richiesti eccedevano in maniera macroscopica l'utilizzo per i quali venivano raccolti. 

Infatti per l'ammissione ad un asilo nido il comune pensava bene di chiedere anche vita morte e miracoli dei nonni dei bambini, fino a spingersi a domande del tipo: i nonni sono stranieri? sono invalidi? Se lavoravano e quale era lo stato di salute.

Direi a prescindere che non ci voleva certo il Garante per stabilire che questi dati non andavano chiesti, per fortuna alcuni genitori sono intervenuti.

Se io fossi il Garante chiederei la spiegazione di questa raccolta di dati per capire quanta incompetenza, se di incompetenza si tratta c'è in questa azione.

Naturalmente il garante ha disposto illecita la raccolta di queste informazioni, spesso anche sensibili, ed è intervenuto presso l'autorità comunale vietando di raccoglierle in futuro, specificando che il comune si deve attenere alla raccolta delle sole informazioni necessarie alla verifica dei criteri di iscrizione previsti dal Regolamento comunale. 

Naturalmente il Comune deve immediatamente provvedere alla cancellazione dei dati raccolti fuori dalle regole.

Si tenga nella giusta considerazione che qui non c'è solo un problema di privacy, ma anche un problema nella gestione delle graduatorie, e si perchè se le notizie sui parenti non sono presi in considerazione per stilare le graduatorie, non è chiaro a che fine questi dati venivano richiesti.