Google si era difesa adducendo come spiegazione che il suo non è un client di posta ma funge in tutto e per tutto da segretario, per cui come i veri segretari personali consultano e registrano dati al solo fine di essere precisi nel lavoro.
Almeno in America i giudici non se la sono bevuta, continua quindi la verifica per vedere se si il colosso americano non sia passibile di intercettazione illegale
E' infatti ormai acclarato che google preleva i dati del mittente e destinatario delle email.
Stavolta google è seriamente preoccupata per la gestione di questo servizio anche perchè in America fanno sul serio e rischia una bella class action che da quelle parti di solito creano problemi con parecchi zeri, per capirci i miliardi di dollari sborsati per le mancanze sulla privacy sono bruscolini.
Qualcuno potrebbe chiedersi ma le mie mail non sono niente di che che se ne fanno dei miei dati? molto semplice r rastrellano informazioni utili a somministrare pubblicità tagliata su misura.
A prescindere dagli americani questo è furto di dati se avete qualche dubbio sul fattaccio potete fare una cosa molto facile, la classica prova del 9. Aprite un nuovo account di posta con un altro gestore e verificate la corrispondenza dello spam e delle mail pubblicitarie a qualsiasi titolo.
Noi vi diciamo attenzione perchè cosi facendo google preleva vostri dati privati e sensibili tali per cui oltre a violare la privacy mette a serio rischio la vostra identità digitale.
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venerdì 11 ottobre 2013
Google Google bei servizi ma nessun rispetto delle persone
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martedì 8 ottobre 2013
Comune Lombardo. Interviene il Garante, Troppi dati personali e sensibili.
Uno dei primi concetti sulla privacy è quello di salvare solo i dati necessari e di non ricercare dati di cui non v è bisogno.
Il Garante della Privacy è dovuto intervenire ai danni di un Comune Lombardo perchè i dati richiesti eccedevano in maniera macroscopica l'utilizzo per i quali venivano raccolti.
Infatti per l'ammissione ad un asilo nido il comune pensava bene di chiedere anche vita morte e miracoli dei nonni dei bambini, fino a spingersi a domande del tipo: i nonni sono stranieri? sono invalidi? Se lavoravano e quale era lo stato di salute.
Direi a prescindere che non ci voleva certo il Garante per stabilire che questi dati non andavano chiesti, per fortuna alcuni genitori sono intervenuti.
Se io fossi il Garante chiederei la spiegazione di questa raccolta di dati per capire quanta incompetenza, se di incompetenza si tratta c'è in questa azione.
Naturalmente il garante ha disposto illecita la raccolta di queste informazioni, spesso anche sensibili, ed è intervenuto presso l'autorità comunale vietando di raccoglierle in futuro, specificando che il comune si deve attenere alla raccolta delle sole informazioni necessarie alla verifica dei criteri di iscrizione previsti dal Regolamento comunale.
Naturalmente il Comune deve immediatamente provvedere alla cancellazione dei dati raccolti fuori dalle regole.
Si tenga nella giusta considerazione che qui non c'è solo un problema di privacy, ma anche un problema nella gestione delle graduatorie, e si perchè se le notizie sui parenti non sono presi in considerazione per stilare le graduatorie, non è chiaro a che fine questi dati venivano richiesti.
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