Uno dei primi concetti sulla privacy è quello di salvare solo i dati necessari e di non ricercare dati di cui non v è bisogno.
Il Garante della Privacy è dovuto intervenire ai danni di un Comune Lombardo perchè i dati richiesti eccedevano in maniera macroscopica l'utilizzo per i quali venivano raccolti.
Infatti per l'ammissione ad un asilo nido il comune pensava bene di chiedere anche vita morte e miracoli dei nonni dei bambini, fino a spingersi a domande del tipo: i nonni sono stranieri? sono invalidi? Se lavoravano e quale era lo stato di salute.
Direi a prescindere che non ci voleva certo il Garante per stabilire che questi dati non andavano chiesti, per fortuna alcuni genitori sono intervenuti.
Se io fossi il Garante chiederei la spiegazione di questa raccolta di dati per capire quanta incompetenza, se di incompetenza si tratta c'è in questa azione.
Naturalmente il garante ha disposto illecita la raccolta di queste informazioni, spesso anche sensibili, ed è intervenuto presso l'autorità comunale vietando di raccoglierle in futuro, specificando che il comune si deve attenere alla raccolta delle sole informazioni necessarie alla verifica dei criteri di iscrizione previsti dal Regolamento comunale.
Naturalmente il Comune deve immediatamente provvedere alla cancellazione dei dati raccolti fuori dalle regole.
Si tenga nella giusta considerazione che qui non c'è solo un problema di privacy, ma anche un problema nella gestione delle graduatorie, e si perchè se le notizie sui parenti non sono presi in considerazione per stilare le graduatorie, non è chiaro a che fine questi dati venivano richiesti.
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