venerdì 25 ottobre 2013

Un attacco subdolo e non informatico, il marketing.

Difendersi da un attacco informatico significa giocare una guerra dove i nemici si conoscono, ma oggi è ormai di moda un altro tipo di hackeraggio quello del marketing che in modo subdolo e naturalmente a pagamento si insinua nei social network o nei portali di riferimento e senza che nessuno se ne accorga crea dei veri e propri profili pubblicitari mascherati da pagine di utilità sociale.

Se ne riparla grazie ad un articolo di una rivista americana che parla appunto della sempre più emergente macchia negativa di editor a pagamento che sfruttano piattaforme come wikimeda per pubblicare articoli specifici che nascondono voci e nomi di prodotto.

E' quindi ufficiale che è nato un nuovo lavoro l'editor subdolo,in proposito si tenga presente che le linee guida di questi portali hanno registrato un incremento nelle violazioni delle loro regole in forte crescita ma soprattutto in costante aumento.

Si parla ma non siamo certi del numero che comunque riteniamo non si discosti molto dalla realtà di oltre 250 account bloccati solo da wikimedia.

Per comprendere la portata di questo modello di business se vogliamo vedere solo Wikipedia, basta pensare che in considerazione del posizionamento di questo portale sui vari motori di ricerca, una pubblicità "velata" diventa oro puro per il livello di awarness dei vari brand.

Sue Gardner, direttore esecutivo della Wikimedia Foundation, dichiara la comunità degli editor di Wikipedia in lingua inglese starebbe indagando sulla presenza dei contributor prezzolati, per stanare lo sfruttamento di identità digitali aggiuntive.

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