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lunedì 2 giugno 2014

TrueCrypt non è più sicuro

TrueCrypt non è più sicuro uno dei tool di sicurezza più popolari e sicuri cessa lo sviluppo ed anche sul sito ufficiale presenta in home messaggi di insicurezza. 

Gli sviluppatori hanno infatti comunicato che può contenere vulnerabilità non risolte, quindi non è sicuro.

Proprio cosi uno dei software per la cifratura di dischi e partizioni sembra on essere più tatno affidabile, sul sito della software house che lo ha sviluppato si legge che lo sviluppo del progetto è stato interrotto già da maggio come conseguenza della fine del supporto ufficiale a Windows XP.
Adesso a fronte dell'insicurezza del software si invitano utenti ad usare il tool BitLocker integrato da Microsoft nelle versioni successive di Windows (da Vista in poi).

Attenzione una versione "funzionante" di TrueCrypt è ancora disponibile per il download, ma si tratta di un software senza le funzionalità di cifratura e quindi utile a decifrare i dati già criptati per trasferirli altrove. 

Si aprono adesso discussioni sulla mossa della software house produttrice di TrueCrypt, accusata di speculare sulla veridicità delle attività.

L'improvvisa dichiarazione di malfunzionamento insieme con il messaggio che invita ad usare BitLocker di Microsoft suggeriscono tante idee su cosa sia successo compreso il fatto che si possa trattare di una trovata pubblicitaria.

martedì 22 aprile 2014

TrueCrypt una cifratura sicura e Open Source

La sicurezza dei pc, ma dei sistemi in genere passa anche attraverso buoni programmi di cifratura, che combinato con antivirus e firewall rendono sempre più difficile carpire dati 

Lungi da noi consigliare un software piuttosto che un altro, noi ricordiamo consigliamo e ci battiamo per i metodi che devono essere sviluppati ed aggiornati alle esigenze, stavolta nell'ottica di "dare a Cesare quel che è di Cesare" vi aggiorniamo sui risultati dei test sviluppati da operatori del settore sul software TrueCrypt di cifratura.

Ad un primo esame, ve ne saranno altri in futuro, TrueCrypt è andato molto bene si è evidenziata qualche pecca (BUG) ma sembra nulla di serio e preoccupante.

Nello specifico Si sono evidenziate poco più di 10 vulnerabilità, ma nessuna di queste è risultata particolarmente critica per la messa in sicurezza dei dati.

Il progetto di verifica si compone di due parti, terminata questa partirà la fase di analisi della "ROBUSTEZZA" relativa alle tecnologie utilizzate per la crittografazione dei dati.

TrueCrypt e' un software free molto utile per gestire adeguatamente il grado di riservatezza del proprio lavoro, garantendo al tempo stesso una estrema facilita' d'uso. 

TrueCrypt e' un software che consente di creare e gestire un volume cifrato con algoritmi di cifratura forte.
La cifratura è "on the fly": I dati inseriti nel volume cifrato con il sw e' leggibile se si è In possesso della la password. Infatti fino a quando non viene inserita la password, il volume altro non è che un file contenente una serie di caratteri. 

Gli algoritmi di cifratura che si accompagnano al sw sono solidi e conosciuti, nello specifico stiamo parlando : AES, Blowfish, CAST, IDEA e Triple DES.

Il programma e' Open Source. Lo spazio disco richiesto e' di circa 1,5MB.

lunedì 27 gennaio 2014

Software libero e P.A.

Ormai ci avevamo rinunciato ed invece ecco qui che l’Agenzia per l’Italia Digitale ha pubblicato la Circolare n. 63/2013, con la quale sono state pubblicate le Linee guida per la valutazione comparativa prevista dal Codice dell’Amministrazione Digitale per l’acquisizione del software da parte delle Pubbliche Amministrazioni.

Per tanto tempo si è discusso su cosa fosse scritto sul CAD e se le varie interpretazioni fossero giuste o meno. Sino ad ieri si presentavano due correnti d pensiero che interpretava la norma dicendo che il CAD non prevedeva nessuna strada in favore del software libero e chi invece reputasse che nel codice vi fosse una indicazione precisa verso l'utilizzo del software libero. 

In proposito finalmente ci ha pensato l'agenzia per l'Italia Digitale, che in tanto ha cambiato il sito istituzionale (www.agid.gov.it) pubblicando al circolare già evidenziata prima nella quale elimina interpretezioni e si esprime in favore del software libero del riutilizzo e di tutte le opzioni di open source. 

Per l’approvvigionamento del software gli Enti dovranno:

1. Definire le proprie esigenze, identificando i requisiti (funzionali e non) dei programmi da acquisire;

2. Ricercare le soluzioni;

3. Confrontare le soluzioni “eleggibili”.

Nell’ambito di tale processo, è richiesto alle Amministrazioni di preparare una vera e propria griglia di valutazione sulla base dei criteri di valutazione definiti dal legislatore (costo, livello di utilizzo di formati di dati e di interfacce di tipo aperto nonché di standard, garanzie del fornitore in materia di livelli di sicurezza, conformità alla normativa in materia di protezione dei dati personali, livelli di servizio).

Dopo aver assegnato, alle diverse soluzioni confrontate, un punteggio su ciascuno dei criteri di valutazione, l’Amministrazione potrà determinare il risultato complessivo della valutazione.

Tuttavia, nel documento, è espressamente previsto (al punto 3.3.9) che nel caso in cui – all’esito della valutazione comparativa - superino la soglia minima di accettabilità più soluzioni alternative, di cui una o più nelle categorie “software libero o a sorgente aperto” e/o “software in riuso“, queste ultime dovranno essere preferite a soluzioni proprietarie, salvo che l’Amministrazione non ne motivi l’impossibilità.

Naturalmente lo scritto non si presta ad una lettura intuitiva come ci saremmo finalmente aspettati ma continua in alcuni passi ad essere un documento difficile e pesante per le P.a. e su alcuni punti particolari resta carente nelle regole.

La dove le istituzioni dovessero continuare nei loro dubbi vi è la possibilità di richiedere un parere all'Agenzia per l’Italia Digitale che in tal caso esprime un parere (non vincolante) sul rispetto delle norme in materia di valutazione comparativa.