Partiamo dal risultato. Nel caso in questione ad un privato cittadino di Chieti sono stati riconosciuti 10.000 euro per violazione della privacy, ed il condannato non ha opposto ricorso per cui adesso deve pagare.
A pagare la multa è stata condannata una banca e per la precisione l'istituto Santander,che nella fattispecie è stata riconosciuta colpevole dal tribunale di Chieti per lesione della riservatezza.
Con precisione al querelante è stato riconosciuto il fatto che la banca era tenuta a comunicare che i dati privati potevano (come del resto poi è avvenuto) essere venduti a terzi.
Naturalmente chi ha comprato ha iniziato a bombardare di telefonate ed sms il mal capitato e sembra anche i suoi parenti, costringendo il querelante ha dare spiegazioni in famiglia di una cosa completamente privata.
Per fortuna tanto è bastato questa volta per condannare la Banca.
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