Leggiamo la relazione 2012 del Garante Privacy sulla protezione dei dati, la trasparenza e le principali tecnologie della comunicazione.
Partiamo da un dato sintetico ma che dimostra, come ripetiamo ormai da troppo tempo, che la nostra privacy vale un bel po di soldini.
Per il 2012 le sanzioni amministrative emesse e riscosse dal Garante per la protezione dei dati personali ammontano a poco meno di 4 milioni di euro, importo derivante dal massiccio aumento del numero delle violazioni contestate che passano dalle 358 del 2011 alle 578 del 2012.
Ed in proposito colpisce il fatto che un numero rilevante del totale è da imputare come causa alla conservazione eccessiva dei dati.
Come già detto in alcuni post precedenti molto lavoro che poi si trasforma in molte e salate sanzioni lo genera da solo il colosso Google.
In questo lavoro di tutela siamo sicuramente al fianco del presidente Antonello Soro che non vuole permettere che i dati personali degli utenti siano automaticamente proprietà di chi li raccoglie.
La relazione va letta integralmente per capirne la portata ma vi vogliamo segnalare un paio di punti per far capire che la Privacy non è solo un termine ma a volte, e molto più spesso di quanto si pensa, ci abbraccia nel quotidiano. Naturalmente i punti segnalati sono riportati per determinare il contesto e non perchè siamo d'accordo o meno con quanto scritto.
Comunque per quanto detto citiamo ad es:
"In materia di giustizia e ordine pubblico alcune deliberazioni collegiali si segnalano per il loro rilievo generale.
Su richiesta del Ministero della giustizia, il Garante ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto dirigenziale riguardante la consultazione diretta, per via telematica, del Sistema informativo del Casellario (SiC) da parte delle amministrazioni pubbliche, dei gestori di pubblici servizi e dell’autorità giudiziaria (ai sensi dell’art. 39 d.P.R. 14 novembre 2002, n. 313, t.u. delle disposizioni in materia di Casellario giudiziario).
Il testo esaminato è volto, in particolare, ad assicurare un accesso selettivo ai soli dati giudiziari indispensabili per lo svolgimento degli accertamenti di competenza, tramite l’introduzione dell’apposito “certificato selettivo”, per evitare che al soggetto richiedente siano rese disponibili, temporaneamente, anche eventuali iscrizioni di provvedimenti giudiziari non strettamente correlati agli accertamenti in corso (provv. 11 ottobre 2012 [doc. web n. 2091248]). "
oppure
"1.2. attività fiscale e tributaria
L’Autorità ha altresì adottato alcuni pareri relativi ad atti dell’amministrazione finanziaria volti al contrasto dell’evasione fiscale, caratterizzati da un complesso intreccio tra profili amministrativi e tecnici.
In particolare il Garante si è espresso sullo schema di provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate riguardante le modalità con le quali le banche dovranno comunicare all’Agenzia le informazioni relative ai conti correnti bancari (saldo iniziale e finale, importi totali degli accrediti e degli addebiti delle numerose tipologie di operazioni effettuate) (parere 17 aprile 2012 [doc. web n. 1886775]).
Tali dati dovranno poi essere ordinati su scala nazionale, a mezzo di procedure centralizzate, per la formazione di specifiche liste dei contribuenti a maggior rischio di evasione, secondo i criteri successivamente individuati dall’Agenzia.
Il Garante ha anzitutto evidenziato che la normativa pone rilevanti problemi, sia con riferimento all’eccezionale concentrazione presso l’Anagrafe tributaria di un’enorme quantità di informazioni personali, sia in relazione alle finalità di classificazione degli interessati, cui la raccolta di tali informazioni risulta preordinata. Ha al riguardo ribadito quanto rappresentato in sede di audizione presso la Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria, sottolineando che non è in discussione l’esigenza di disporre delle informazioni necessarie per contrastare l’evasione fiscale, bensì l’integrale duplicazione presso
l’Anagrafe stessa di una moltitudine di dati, che genera un incremento esponenziale dei rischi. Ha pertanto prescritto, per la trasmissione e la conservazione dei dati, misure di sicurezza di natura organizzativa e tecnica particolarmente rigorose."
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