giovedì 20 giugno 2013

Do not Track


Ormai i gestori del marketing non sanno più cosa tentare per scavalcare i vincoli sulla Privacy.

La notizia, che la BBC ha già messo in evidenza anche se per altri motivi, cita Neelie Kroes nella sua veste di commissario europeo all'Agenda Digitale, che finalmente ha affermato che” la standardizzazione dei sistemi di protezione on-line va troppo a rilento” anzi ancora non decolla aggiungeremo noi.

Tutto nasce dallo stato fermo di avanzamento dello standard “Do Not Track” che secondo il commissario deve essere robusto e forte abbastanza per fare la differenza quando entra in gioco la protezione della privacy delle persone”.

Ma che cosa è il Do not Track.

Molto semplicemente stiamo parlando di uno standard proposto nel 2009 per chiedere alle applicazioni web l’interruzione della raccolta delle informazioni circa l’utente che sta navigando sul sito. Ad oggi vista la mancanza d “obbligatorietà” a cessare la raccolta dei dati, lo standard è molto semplice accettando tre possibili valori:

1 nel caso in cui l'utente non vuole che vengano raccolte le informazioni che lascia durante la navigazione,

0 nel caso in cui l'utente permette di essere tracciato nelle informazioni

Nessun valore o non inviato nel caso in cui l'utente non ha espresso una preferenza.

ma soprattutto udite udite ad oggi i valore di default è 1, questo standard è stato affidato al consorzio W3C ma i progressi non si vedono ne tantomeno si sentono.

Ed Infatti il commissario europeo ha dichiarato “non sta procedendo secondo I piani”, ma soprattutto si è fatta sentire per far capire a tutti che proposta di esentare il marketing da controlli è pura follia.

Noi diciamo soltanto una cosa ma se dal DnT eliminiamo il marketing cosa lo creiamo a fare questo standard.

Parliamoci chiaro il vero problema della privacy, soprattutto nel mondo web, al di la del furto d’identità e delle sue frodi connesse, è proprio l’utilizzo che il marketing fa degli usi e costumi degli internauti quando ne viene in possesso.

Per onesta di informazione va detto che i browser hanno recepito tali indicazioni e tutti si sono adeguati inserendo il DnT nella propria tecnologia, eccezion fatta per google , ma qui si apre una voragine che prima o poi affronteremo.

E per questo che ci fa piacere che Neelie Kroes si faccia sentire nelle sedi opportune, accusando i membri dell’industria digitale di annacquare gli standard disegnati per proteggere la privacy dei consumatori online.

In proposito il commissario ha dichiarato “Il processo di standardizzazione non va abbastanza veloce. Sono molto preoccupata, il processo di standardizzazione dovrebbe essere basato sul concetto di consenso informato, dando alle persone il controllo sulle informazioni di loro proprietà. E ovviamente lo standard deve dare alla gente il diritto di scegliere di non essere controllata online”

“La Commissione è stata cristallina su questo punto nella lettera inviata al W3C – al momento dell’installazione o del primo utilizzo, gli utenti devono essere informati sull’importanza della loro scelta in tema di Dnt”, ha aggiunto.

Insomma a far infuriare il commissario Neelie Kroes è stata Direct Marketing Association (Dma), che ha formalizzato al consorzio W3c di aggiungere il marketing nella lista delle attività da esentare dallo standard, che come detto prima renderebbe inutile in molti sensi tale standard.

Gran parte del processo di monitoraggio degli internauti avviene tramite i cookie. Una norma entrata in vigore a livello Ue il 26 maggio scorso prevede che i siti internet spieghino agli internauti cosa sono i cookie e come vengono utilizzati. Gli internauti devono dare il consenso prima di usarli. In proposito Joomla ha sviluppato un plug-in ad Hoc, ma come joomla anche altri si sono e si stanno muovendo.

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