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domenica 2 febbraio 2014

Il regolamento europeo sul trattamento dei dati. Vedrà la luce ...........

Annamaria Cancellieri, ministro della Giustizia, punta sul semestre della presidenza europea che inizia a luglio 2014 per parlare seriamente del regolamento europeo sul trattamento dei dati.

Sembra quindi che durante la presidenza italiana si voglia creare la giusta attenzione fra l'altro anche "sulle due proposte di regolamento dirette all'istituzione di una Procura europea e alla valorizzazione di Eurojust".

In particolare si proverebbe a "realizzare progressi sul pacchetto Data Protection per l'uso, la raccolta e il trattamento dei dati personali. E poi l'istituzione della Procura europea e la valorizzazione di Eurojust".

Questa dichiarazione di intenti ci piace molto e si aggiunge alla analoga dichiarazione dell'On. Comi raccolta la settimana passata durante l'incontro sul DPO tenutosi presso la struttura del Garante per la protezione dei dati personali.

Insomma sembra proprio che “La Presidenza italiana dedicherà i suoi maggiori sforzi, infine, a realizzare progressi sostanziali sul pacchetto Data Protection, con l'obiettivo di adeguare la vigilanza degli Stati membri circa l'uso, la raccolta e il trattamento dei dati personali, in un mondo che cambia in ragione dell'economia digitale e dei nuovi diritti legati all'utilizzo di piattaforme e servizi on-line” come dichiarato dal Minstro Cancellieri

martedì 3 dicembre 2013

Dati delle pubbliche amministrazioni. Ecco le maggiori regole

Con un comunicato del 28 novembre u.s il Garante della privacy ha ribadito, evidentemente ve ne era bisogno, i provvedimenti che impattano nel trattamenti di dati effettuati dalla pubblica amministrazione.Questa ulteriore segnalazione nasce anche in considerazione di alcune denuncia fatte a P.A. che incautamente, molto incautamente, hanno comunicato a terze parti dati sensibili dei denuncianti o altre informazioni riservate, gravissimo e poi che era stato comunicato anche di procedimenti disciplinari che li vedevano coinvolti.

Naturalmente ancor più per i dati sensibili si è ribadito che i dati personali, devono essere comunicati, anche nell’ambito del rapporto di lavoro, esclusivamente alle persone o agli uffici che ne possono legittimamente avere conoscenza.

Oltre ai provvedimenti specifici il Garante si è visto costretto anche a ricordare, ma sarebbe meglio ribadire, che il trattamento dei dati deve prioritariamente e comunque sempre garantire un adeguato rispetto del diritto alla dignità e alla riservatezza del lavoratore, privilegiando forme di comunicazione individualizzate, come da tempo indicato nelle apposite linee guida emanate dal Garante in materia di rapporto di lavoro.

E' stato inoltre ribadito e specificato che le informazioni di carattere sensibile relative ai dipendenti, a terzi può avvenire solo in presenza di una effettiva necessità ed in presenza di una base giuridica.

Il Garante ha prescritto a tutte le amministrazioni che hanno trattato illecitamente i dati dei lavoratori di adottare opportune e idonee misure per adeguare le procedure interne alla normativa sulla privacy e ha avviato nei loro confronti specifici procedimenti sanzionatori.

mercoledì 20 novembre 2013

Furto d'identità

In attesa della breve guida promessa da l sito sulla sicurezza, un primo articolo sul furto d'identità, un reato ormai all'ordine del giorno e che se non inquadrato per tempo a livello legislativo potrà ritardare l'agenda digitale oltre che creare (ove mai non ci fosse ancora) un vero mercato delle identità digitali.
http://www.alfredovisconti.it/index.php/en/pubblicati/gli-articoli
al link esposto trovate i  tre rami principali delle pubblicazioni nello specifico trovate l'articolo nella categoria Privacy.


Buona lettura