lunedì 17 marzo 2014

L’accessibilità dei siti web e la legge italiana

Forse non tutti sanno che nel lontano 2004 il nostro legislatore in un momento di lucidità ha stabilito che l’accesibilità dei siti web sia un parametro obbligatorio per i siti istituzionali.
Il tutto a seguito alla pubblicazione della Legge 9 gennaio 2004, n. 4 “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”.
Con il termine “accessibilità” si intende (significato estratto da wikipedia) “la capacità di un dispositivo, di un servizio o di una risorsa d’essere fruibile con facilità da una qualsiasi categoria d’utente”, calato nella nostra realtà informatica e soprattutto per i siti internet quanto detto significa che gli stessi devono essere sviluppati secondo le regole (adottate in un documento detto linee guida) internazionali.
Stranamente in Italia queste linee guida sono state addirittura ampliate e ciò non può farci che piacere.
Realizzare un sito accessibile è sicuramente un obbligo (inutile dire poco rispettato) all’interno degli enti pubblici, ma dovrebbe essere cosa buone e giusta rendere tali anche tanti siti privati, che a tutti gli effetti rivestono carattere di pubblico servizio visto i servizi che erogano, sto pensando alle banche alle assicurazioni ecc..
Purtroppo ad oggi realizzare un sito internet accessibile non è cosa da poco anche perché le università non si prodigano molto su tali linee. Se si sviluppa attraverso CMS anche open source come Drupal o Joomla si possono già in partenza scegliere dei template adatti alle caratteristiche W3C, diversamente occorre sicuramente rivolgersi ad un esperto della tematica, perché occorrono competenze specifiche riguardo all’architettura delle informazioni e per quanto riguarda il codice che deve superare non pochi test per essere veramente dichiarato accessibile.
Come già detto precedentemente, ed in altri articoli, in Italia i siti delle pubbliche amministrazioni e comunque i siti istituzionali rappresentano un panorama sconcertante rispetto alle leggi in materia ma in modo particolare rispetto alle regole sull’accessibilità.
Non ci dilunghiamo sulle architetture sviluppate partendo da zero, ci dedicheremo invece ai CMS. Un CMS è un applicativo software installato sul server dove viene installato il sito internet e che permette a più utenti, di gestire i contenuti del sito senza dover conoscere le regole della programmazione web.
Concentriamoci sui vantaggi che  un CMS mette a disposizione degli sviluppatori prima e degli amministratori poi che non sono pochi:
  • E’ sempre prevista la gestione multi utente.
  • Ogni utente ha la sua profilazione che permette accessi sicuri e personalizzati.
  • Permette di gestire in modo separo la grafica dai contenuti.
  • Semplice gestione dei menu e dei contenuti che possono essere inseriti e aggiornati da remoto tramite un normale browser web (per esempio Firefox o Internet Explorer).
  • Risparmio nei costi di gestione.
  • Esistenza di moduli aggiuntivi per funzionalità del sito (calendari, newsletter, campi di ricerca, sondaggi, ...).
Tutto quanto appena detto è conforme con le regole del W3C, si tenga però presente che i CMS sono europei e validi quindi per tutti i paesi, in Italia invece le regole sono più restrittive e quindi a volte non basta per essere compliance con le regole scegliere un template qualsiasi.
Sui requisiti dell’accessibilità si tenga presente che siamo in presenza di una legislazione in movimento, tanto che ex-digitpa il 26 marzo 2013 ha pubblicato ulteriori modifiche alle regole firmate dal Ministro Profumo.
Nel caso specifico I nuovi requisiti, validano quanto dichiarato in materia di accessibilità a livello internazionale. I requisiti sono stati ridotti, passando da 22 a 12, allineando l’Italia alle linee guida WCAG 2.0 redatte dal World Wide Web Consortium (W3C) nell’ambito del Web Accesibility Initiative (WAI).
In sostanza i metodi per la verifica tecnica diventano meno stringenti sotto l’aspetto della conformità del codice per la produzione di pagine web e adeguati alle nuove tecnologie per l’aggiornamento e la realizzazione dei siti delle PA.
Tra i progetti che vedono cms accessibili secondo la normativa italia vi è sicuramente Joomla Fap  di cui vi riportiamo alcuni parametri.
SCOPO DEL PROGETTO
Rendere conforme alla legge "Stanca" il FE di Joomla 2.5 e successive
CONTENUTO DEL PROGETTO
  • un template conforme
  • un componente per le accesskey
  • un plugin per correzioni varie
E’ importante segnalare che Joomla mette a disposizioni molto materiale, in italiano, per quanto attiene allo sviluppo di siti web con questa tecnologia.

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