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lunedì 3 marzo 2014

Prima tutti a parlare di whatsapp, adesso tutti a discutere dei limiti legali di whatsapp.

C'è voluta l'acquisizione di whtasapp da parte di facebook per portare questo strumento di messaggistica all'attenzione delle persone e verificarne i limiti legali.

Del resto un acquisizione milionaria (in dollari) come questa deve per forza poggiarsi su un business di mercato molto alto e con possibilità di sviluppo ancor maggiori, è inutile nascondersi dietro un dito oggi tutti sul mercato vogliono approdare con piattaforma esistenti o nuove sulle strutture di instant messaging e chiamate a basso costo.

Oggi però, in virtù del risalto mediatico dato all'acquisizione della maggiore piattaforma in tal senso, anche l'Unione Europea, si interessa alla cosa, noi diremmo finalmente si rende conto che su quel mercat c'erà la giungla, e anticipa nuove e più serie indagini per valutare le conseguenze dell'operazione sulla privacy.

Purtroppo adesso si va verso una nuova deriva legislativa che potrebbe apportare più danni della cura, infatti non essendo ancora entrato in vigore il regolamento europeo della privacy che dovrebbe uniformare almeno le linee guida in materia, paradossalmente tutti gli attuali 28 responsabili della protezione dei dati (europei) potrebbe aprire la sua indagine individuale.

Parliamoci chiaro meglio cosi che niente anche perchè qui si parla di basi di dati con numeri di telefono mail e quant'altro forse tra le più grandi al mondo.

Questa acquisizione ci da la possibilità di parlare della maggiore piattaforma di IM, ma ricordiamoci che non è l'unica e soprattutto questa tecnologia aumenterà con numeri significativi. Per il momento oltre a whatsapp la più famosa è Hangouts di google.

Adesso questa piattaforma si apre e si rivolge anche alla telefonia vera e propria e questa nuova impresa apre nuove frontiere legali, in alcuni casi completamente nuove.

Che qualcosa stia succedendo su questa piattaforma lo abbiamo potuto constatare nei giorni immediatamente successivi all'acquisizione di whatsapp da parte di facebook, infatti gli utenti hanno dovuto sopportare due giorni di blocco quasi totali, accompagnati già da messaggi deliranti che invitavano a mandare ulteriori messaggi alla rete per verificare i nuovi server.

Per il momento la politica di privacy di facebook come di whatsapp sono una falla inimmaginabile adesso speriamo che il garante, anzi i garanti si muovano nel gestire il tutto, per il momento ricordiamo a tutti che in Italia si sottosta al D.lgs 196/2003.


mercoledì 26 febbraio 2014

Per chi non ci credeva. Ancora su BitCoin

Ne avevamo scritto qualche giorno fa, ma sui social network si registrava ancora qualche incredulo.

A questo link un articolo interessante sulla chiusura di  Mt. Gox
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/25/bitcoin-big-del-settore-sparisce-dal-web-volatilizzati-oltre-350-milioni-di-dollari/894324/

MtGox, il maggiore sito di scambio delle monete digitali bitcoin, è stato chiuso dall'azienda che lo gestisce. 
La piattaforma è stata infatti soggetta a problemi tenici e ha interrotto tutti i prelievi dei clienti perchè ha intercettato “attività sospette”.
Come era facile immaginare la notizia circolata molto in fretta ha provocato un forte calo del valore dei bitcoin,anche perchè le transazioni effettuate con questo sistema non possono essere tracciate o annullate.

lunedì 24 febbraio 2014

Adobe altre Patch per altre falle alla sicurezza

Adobe non smette di stupirci e ormai più che un software sembra decisamente un software in balia delle onde. 

La società in poco tempo emette una nuova nota nel tentativo di chiudere i buchi che si aprono su questo software che dopo l'attacco estivo e sempre di più nell'occhio del ciclone.

La richiesta dell'azienda oggi è molto chiaro tutti gli utenti devono aggiornare Flash sui propri sistemi operativi.

Le vulnerabilità a cui si va incontro sono tre, almeno quelle identificate, ma soprattutto risultano molto pericolose perchè potrebbero sfruttare questi buchi per eseguire codice da remoto che potrebbe fare non pochi danni, per cui al momento vale solo la richiesta fatta dalla casa madre di Adobe di aggiornare Flash sui sistemi operativi.

per dare a Cesare quel che è di Cesare bisogna anche mettere in evidenza che la falla non è stata rilevata da Adobe come ci si aspetterebbe, ma dal laboratorio di kaspersky.

Naturalmente come ormai costume di Adobe non si hanno notizie certe sui danni che questa mancata sicurezza ha generato e ancor più grave non si sa cosa sta generando e cosa genererà per chi ignaro non procede all'aggiornamento.